Il volume si configura come un atlante di immagini e testi costruito attraverso accostamenti, risonanze e discontinuità, in cui disegni, fotografie, modelli, infografiche e contributi di ricerca concorrono alla costruzione di un campo aperto di esplorazione visiva e concettuale. Muovendo dalle ricerche sviluppate nell’ambito del gruppo Graf_I sulle “architetture senza corpo”, il volume indaga il ruolo del disegno e della rappresentazione nella comprensione di patrimoni materiali e immateriali, forme assenti, memorie disperse e paesaggi in trasformazione. In questa prospettiva, l’immagine è intesa come operatore cognitivo autonomo e il disegno come strumento conoscitivo capace di produrre interpretazioni, piuttosto che semplice mezzo descrittivo. Attraverso casi studio eterogenei e registri metodologici differenti, l’atlante assume la parzialità come valore metodologico e il montaggio come principio epistemologico, riconoscendo che ogni atto di conoscenza si fonda su selezioni, omissioni e punti di vista situati. La struttura reticolare del volume rinuncia a ogni aspirazione enciclopedica per privilegiare una costruzione aperta del sapere, nella quale il significato emerge dalle relazioni tra immagini, testi e dati. Ne deriva una concezione della ricerca fondata sull’interazione tra rigore scientifico e immaginazione visiva, dove il frammento si configura come strumento generativo per rendere visibili processi, tracce e permanenze che sfuggono a una rappresentazione unitaria, trasformando l’assenza in una forma attiva di produzione di senso.

GRAF_I. Grafie dell'immaterialità. Architetture senza corpo. Frammenti, memorie e immaginazioni

Flavia Camagni;
2026-01-01

Abstract

Il volume si configura come un atlante di immagini e testi costruito attraverso accostamenti, risonanze e discontinuità, in cui disegni, fotografie, modelli, infografiche e contributi di ricerca concorrono alla costruzione di un campo aperto di esplorazione visiva e concettuale. Muovendo dalle ricerche sviluppate nell’ambito del gruppo Graf_I sulle “architetture senza corpo”, il volume indaga il ruolo del disegno e della rappresentazione nella comprensione di patrimoni materiali e immateriali, forme assenti, memorie disperse e paesaggi in trasformazione. In questa prospettiva, l’immagine è intesa come operatore cognitivo autonomo e il disegno come strumento conoscitivo capace di produrre interpretazioni, piuttosto che semplice mezzo descrittivo. Attraverso casi studio eterogenei e registri metodologici differenti, l’atlante assume la parzialità come valore metodologico e il montaggio come principio epistemologico, riconoscendo che ogni atto di conoscenza si fonda su selezioni, omissioni e punti di vista situati. La struttura reticolare del volume rinuncia a ogni aspirazione enciclopedica per privilegiare una costruzione aperta del sapere, nella quale il significato emerge dalle relazioni tra immagini, testi e dati. Ne deriva una concezione della ricerca fondata sull’interazione tra rigore scientifico e immaginazione visiva, dove il frammento si configura come strumento generativo per rendere visibili processi, tracce e permanenze che sfuggono a una rappresentazione unitaria, trasformando l’assenza in una forma attiva di produzione di senso.
2026
9788899586744
patrimonio culturale immateriale, frammento, memoria, immaginazione, tracce, sguardi, dispositivo, rappresentazione
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