Il contributo presenta Re:Re:Atlas, progetto di ricerca dedicato all’identità visiva del Municipio Roma V, intesa come esito delle stratificazioni storiche e delle trasformazioni urbane che si inscrivono nel paesaggio. L’indagine, condotta esclusivamente attraverso l’ecosistema cartografico digitale di Google, ha consentito di mappare 316 ‘segni’ distribuiti nei quartieri di Pigneto, Torpignattara, Centocelle e Quarticciolo, evidenziando come l’identità locale emerga dalla relazione tra tracce diffuse più che da elementi iconici isolati. La restituzione ‘prende forma’ in un Atlante composto da due dispositivi complementari: una serie di mappe analogiche, in forma di leporelli, fondate su serialità, montaggio e risignificazione (attraverso pratiche prossime al détournement e al bricolage), e una mappa digitale interattiva costruita mediante GIS, espressione di una ‘logica esatta’ basata su formalizzazione e georeferenziazione. L’Atlante mette così in scena una dialettica epistemologica tra interpretazione narrativa e formalizzazione cartografica, mostrando come la comunicazione visiva possa operare non solo come strumento di rappresentazione, ma come pratica critica di conoscenza territoriale.

Re:Re:Atlas. Re-significazioni del Municipio Roma V tra montaggio visivo e logica esatta

Flavia Camagni
2026-01-01

Abstract

Il contributo presenta Re:Re:Atlas, progetto di ricerca dedicato all’identità visiva del Municipio Roma V, intesa come esito delle stratificazioni storiche e delle trasformazioni urbane che si inscrivono nel paesaggio. L’indagine, condotta esclusivamente attraverso l’ecosistema cartografico digitale di Google, ha consentito di mappare 316 ‘segni’ distribuiti nei quartieri di Pigneto, Torpignattara, Centocelle e Quarticciolo, evidenziando come l’identità locale emerga dalla relazione tra tracce diffuse più che da elementi iconici isolati. La restituzione ‘prende forma’ in un Atlante composto da due dispositivi complementari: una serie di mappe analogiche, in forma di leporelli, fondate su serialità, montaggio e risignificazione (attraverso pratiche prossime al détournement e al bricolage), e una mappa digitale interattiva costruita mediante GIS, espressione di una ‘logica esatta’ basata su formalizzazione e georeferenziazione. L’Atlante mette così in scena una dialettica epistemologica tra interpretazione narrativa e formalizzazione cartografica, mostrando come la comunicazione visiva possa operare non solo come strumento di rappresentazione, ma come pratica critica di conoscenza territoriale.
2026
9788899586737
Atlante visivo, identità urbana, formalizzazione cartografica, risignificazione, montaggio narrativo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12078/35307
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